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Da piccola avevo un sogno, anzi 3 sogni uno dentro l'altro: le 3 M. Questo volevo diventare, questo volevo essere: moglie, madre e medico.
Adesso mi guardo intorno e vedo marito, figli e pazienti e sorrido. Ci sono riuscita.
Ed ho anche un figlio speciale.

sabato 22 dicembre 2012

Il marito in sala parto.

Il marito in sala parto può essere una gioia ma anche una sofferenza.
Almeno, con il mio è stato così.
Mi ricordo i miei primi parti, quelli senza analgesia, in cui credeva di incoraggiarmi leggendo il tracciato.
"Amore, ne sta arrivando una...ecco sale, sale sale...uhm, no, me l'aspettavo più forte...vediamo la prossima...."
"Ma credi che non le sentaaaaaaaaaaaaaaa? io sono quiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii"
oppure peggio: " Amore, mentre aspettiamo gli eventi mi faccio un sonnellino/mangio qualcosa/esco un attimo che mi fa senso se ti mettono una flebo."
" Si vaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii"
Quando sto poco bene , non sono molto tollerante.
In compenso, da quando faccio l'epidurale, non mi sopporta più lui.
Quel fantastico mix di farmaci mi rende assai loquace, per usare un eufemismo.
Parlo, parlo, parlo, sembro Lei. Anche le ostetriche scappano.
E lui, poveretto , sopporta.
Comunque ci siamo compensati bene e non c'è niente di più bello che guardare in faccia il proprio figlio per la prima volta insieme.
E poi spedisco il maritino dietro al fagottino mentre lo lavano, per controllare che facciano tutto al meglio.

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