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Da piccola avevo un sogno, anzi 3 sogni uno dentro l'altro: le 3 M. Questo volevo diventare, questo volevo essere: moglie, madre e medico.
Adesso mi guardo intorno e vedo marito, figli e pazienti e sorrido. Ci sono riuscita.
Ed ho anche un figlio speciale.

lunedì 4 settembre 2017

Verona


Ci sono anche io, domenica alle 15.00.
E guardate gli altri relatori di tutti i giorni...
Imperdibile.

Se non riuscite a leggere andate sul sito ;)

lunedì 28 agosto 2017

no l'Islanda mai

Non volevo commentare la notizia dell'Islanda che sta ottenendo il Down 0 perché già abbastanza sezionata da molti, ma visto che circola anche l'altra informazione,  cioè che gli islandesi hanno attuato una serie di progetti per aiutare i giovani, rompo il silenzio.
forse la seconda notizia vi è  sfuggita. Racconta che con regole ferree, coprifuoco  e LO STARE DI PIÙ IN FAMIGLIA  (cosa veramente positiva), il popolo islandese ha ridotto drasticamente i problemi dei giovani,  come l'alcolismo.
Bene, bellissima notizia.
Però,  posso dire?
a me, questa ed il Down Zero sembrano facce di una stessa medaglia.
La ricerca di una perfezione nel popolo.
E' evidente che sto estremizzando , ma è  chiaro che c'é  una ricerca anche  dei non problemi.
E se da un lato é  sicuramente una cosa fantastica portare i giovani a crescere sereni in un ambiente famigliare e accogliente,  l'altra faccia della medaglia,  eliminare chi non rientra negli schemi, mi fa orrore.
Per cui no, spiacente ma l'Islanda  non mi piace.


prudenza

al parco.
un gruppetto di bimbi gioca vicino a Lui. ad un certo punto uno gli chiede :"ehi, tu quanti anni hai?"
"scinque".
"eh?"
"scinque"certo la c detta un pochino strascicata é carina ma non aiuta.
il piccolo bulletto si rivolge a Lei: "quanti anni ha?"
Lei, con fare minaccioso: "CINQUE"
il simpatico si gira verso di me e me lo richiede ed io ribatto: "cinque" con aria fulminatoria.
il  tipetto sempre più a rischio , si gira verso di Lei e fa l'errore di prendersi gioco di Lui.
Io aspetto.
"non è  carino prendere in giro le persone. Smettila. "
"io prendo in giro chi voglio"
"chi vuoi tranne Lui."
al posto del bimbo io sarei già  scappata. Quello no.
 Ma  l'Altra che ha seguito da lontano la scena si avvicina con aria temporalesca e il bimbastro batte velocemente in ritirata.
Due sorelle sono troppe, evidentemente.
Intanto Lui gioca  sereno .

Alla sera lo guardo e gli chiedo: " beh amore, ti sei divertito al parco?".
"No. Il bimbo diceva che io non ho scinque. "

Ecco il mondo in cui vivrai ; ecco la tua sensibilità,  ecco la tua forza.
ecco il nostro Amore.

Genitori educate all'accoglienza dell'altro finché i bimbi sono piccoli.
Datemi retta , per il vostro bene e per il loro.
Fatelo , se non per rispetto, quantomeno per evitare i fratelli di Lui arrabbiati.
Vi assicuro che é  meglio.



martedì 25 luglio 2017

Non passeranno se io sarò viva.

Quindi fatemi capire.
Mio figlio si ammala di una patologia irreversibile.  Ancora non è terminale né del tutto compromesso e io lo affido alle cure di un prestigioso ospedale, convinta che mi e lo aiuteranno.
Invece i medici decidono che basta, hanno fatto abbastanza e che la sua vita non vale la pena.
Però sanno che dietro ci sono io, madre agguerrita e non disposta ad arrendermi e allora zac, mi tolgono la patria potestà.
E nomina tutore  una pro-eutanasia di cui si dicono cose agghiaccianti.
E via, decidono di staccare la spina.
Ma io mi oppongo, le condizioni di mio figlio sono ancora passabili di miglioramento,  soprattutto perché oltreoceano esiste una cura sperimentale.
Ma no , non posso fare nulla, non sono più la tutrice del mio bambino,

E iniziano i processi, vanno avanti, perdo, riprovo, riprendo...si accende una speranza, un consulto, aspetto...
Ma si è  atteso troppo, troppo tempo è stato fatto passare senza che nessun medico si occupasse in alcun modo di mio figlio.
Le sue condizioni si sono deteriorate, ma il cervello funziona , lui è  vivo.
Per ora.

Non scriverò il finale della storia.
Lo conoscete.
Non posso scriverlo perché lo trovo aberrante.

Stasera andrò a guardare i miei figli fragili e potentissimi, dormire.
E piangerò  tutte mie ormai poche lacrime perché un domani qualcuno potrebbe giudicare la loro vita non qualitativamente adeguata.
E non parlo di quella gentuncola che attacca già ora la loro esistenza per finto pietismo o per meri interessi economici, no, quelli basta semplicemente ignorarli.
Parlo dei potenti, quelli che dovrebbero essere al servizio dei più piccoli e deboli, quelli che dovrebbero spendere la propria vita per gli altri.
Quelli che possono, che potrebbero provare a strapparmi uno di questi bambini dalle braccia.
E ucciderlo.
Dopo aver ucciso me.

Che Dio abbia pietà di noi.