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Da piccola avevo un sogno, anzi 3 sogni uno dentro l'altro: le 3 M. Questo volevo diventare, questo volevo essere: moglie, madre e medico.
Adesso mi guardo intorno e vedo marito, figli e pazienti e sorrido. Ci sono riuscita.
Ed ho anche un figlio speciale.

venerdì 23 gennaio 2015

Voci diverse, Figli del Cuore.

Essere madri non significa solo partorirli i figli. Vuol dire amarli, crescerli, educarli. Questo è il fatto. la maternità si acquista anche con un figlio  atteso e concepito solo nel cuore.
Io ho avuto la fortuna di conoscere molte mamme di cuore. Moltissime.
E mamme che non hanno scelto il loro bambino in base al colore degli occhi o della salute, non hanno scartato embrioni non sani, non hanno cercato la perfezione.
Madri-madri, che hanno cercato, amato, accolto bambini speciali lasciati, per vari motivi che non vogliamo giudicare,  da altri e li hanno saputi amare anche solo per un breve lampo di vita.
Vi posto  la voce di una di loro, Letti  e della sua asociazione, "Voci Diverse." 
"L'Associazione di Volontariato Voci Diverse nasce grazie all’amicizia di 3 mamme che in tempi diversi hanno adottato bambini con gravi disabilità e che si impegnano quotidianamente, a vario titolo, cercando di dare voce a tutti quei bambini orfani portatori di handicap che vivono in una situazione di disagio estremo garantendo loro il diritto ad una famiglia accudente, ad un'adeguata educazione ed alle cure mediche.
Queste mamme, sono  arrivate fino  in Kenya, dove hanno scoperto la situazione di alcuni  minori, accolti in un istituto delle suore di Madre Teresa vicino a Nairobi, tutti affetti da disabilità medio-gravi e per la maggior parte in stato d'abbandono.
Sono bambini che non vengono inseriti nei dossier dell'adozione internazionale nè di quella (quasi inesistente) nazionale, perchè considerati spazzatura.

Tramite un bravo avvocato kenyota e la madre superiora dell'isituto queste mamme sono riuscite a trovare il modo di tirar fuori questi bambini da questa situazione ed ecco nascere il progetto "voci diverse".
Nel corso del primo viaggio avvenuto a Febbraio 2014, constatate le molteplici esigenze (spesso di primaria importanza) di scuole e istituti della zona si decide di mettere a frutto la grande esperienza maturata nell’ambito della disabilità e la rete di contatti acquisita in campo medico per cercare di contribuire alla crescita dei servizi e all’assistenza ai bimbi disabili dell’area di Nairobi.
Durante il secondo viaggio a Settembre 2014, dietro proposta del Children's Department di Nairobi, nasce un progetto dedicato esclusivamente ai bambini gravemente disabili ospitati presso l'Istituto delle Missionarie della Carità ad Huruma, una zona poverissima di Nairobi.
Questi bambini, sono destinati ad un futuro di povertà, solitudine e malattia. La loro sorte è quindi quella di rimanere in istituto fino alla maggiore età, e poi di essere messi in mezzo alla strada, facile preda di mercanti di schiavi, trafficanti d'organi e tutto il peggio che si può immaginare.
Grazie a questo progetto , invece, potranno avere accesso alle cure mediche spesso indispensabili per assicurare loro un futuro e conosceranno finalmente il calore di una famiglia.
Le famiglie che hanno dato disponibilità ad accogliere questi bambini non sono particolarmente abbienti e i costi sono alti. ci sono i costi di traduzione giurata di ciascun documento, i costi dell'avvocato che tutela le procedure e impedirà che tutto si trasformi in una tratta di minori i costi per apostillare i fascicoli, i due viaggi che le famiglie dovranno intraprendere, uno per comparire in tribunale e un secondo per prendere i bambini, i viaggi di tutti i bambini.
Per questo chiediamo il vosto aiuto. Venite a conoscerci sul nostro sito http://www.vocidiverse.org/
e , se potete, dateci una mano per costruire un futuro a questi bambini.

Grazie di cuore.
Letti."

Vi segnalo, inoltre, che una di queste mamme è  Valentina Tatti, già responsabile del progetto "Figli del cuore" attraverso l'Associazione Nazionale Famiglie Numerose, e si occupa, in Italia dell'adozione di bimbi con bisogni speciali, che vengono, peralto, dati in adozione attraverso percorsi altrettanto "speciali".

Insomma, oggi vi do qualcosa su cui pensare.

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