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Da piccola avevo un sogno, anzi 3 sogni uno dentro l'altro: le 3 M. Questo volevo diventare, questo volevo essere: moglie, madre e medico.
Adesso mi guardo intorno e vedo marito, figli e pazienti e sorrido. Ci sono riuscita.
Ed ho anche un figlio speciale.

mercoledì 2 aprile 2014

Ci provo di nuovo.

Ci sono  altri tipi di dolore che possono impedirci di godere la vita.
Non sono dolori fisici, anche se a volte lo diventano, ma morali.
Sono quelli che derivano, per esempio dall'insoddisfazione.
Insoddisfazione per qualcosa che non si ha e si vorrebbe avere.
Desideri anche buoni, che occupano continuamente i pensieri e portano ad una sorta di tristezza da non appagamento.
Io la conosco, questa sensazione; vorrei vendere casa e tornare in città per i miei figli grandi....e mi sono resa conto che questo pensiero stava diventando "fisso" e mi impediva di assaporare tutte le cose belle che quella casa meravigliosa ci regala...
Allora ho capito che mi stavo facendo condizionare troppo.
Voglio ancora vendere, ma ho buttato fuori la tristezza, il dolore....quando mi scoraggio....prego che la vendita si realizzi e vado avanti.
Oppure c'è il dolore da insoddisfazione di sè.
Non sono abbastanza bella, abbastanza brava, abbastanza magra....non so fare questo, non so fare quello....
Anche qui non bisogna lasciarsi sopraffare dai sentimenti.
Bisogna essere più oggettivi: in questo posso migliorare, in questo riesco ad arrivare fino a lì, questo non importa....
Insomma l'amore propositivo deve valere anche per se stessi.
Chiederersi: come sono fatta veramente? Punti di forza, punti deboli, punti migliorabili....poi ci si lavora ma con armonia.
Del resto, accettare se stessi ed amarsi in modo propositivo, aiuta a fare lo stesso con gli altri.
E noi genitori, dobbiamo saperlo fare: amare, accettare, migliorare.
Spronare, dire dei no e dei si, ....impegnarsi e mettersi in gioco sempre.
Non stare a guardare, ma interagire.
I figli hanno bisogno di spalle forti su cui poggiarsi, anche se a volte le vedono come limitazioni od ostacoli e cercano di buttarle giù....
In realtà noi siamo gli argini che permettono ai nostri torrentelli di proseguire sicuri e diventare imponenti fiumi.
Fa fatica arginare l'irrequietezza di un figlio, educare, incoraggiare, amare....ma è questo ciò che dobbiamo fare per essere veramente genitori.
Ma se prima non lavoriamo su noi stessi....argini troppo fragili non contengono.
Facile?
No no.
Fondamentale?
Si.

3 commenti:

  1. Bello questo post...ho bisogno di rileggerlo con calma e di rifletterci. Grazie per questa tua capacità di rileggere e spiegare, anche i sentimenti più complessi, con una chiarezza esemplare...

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